Aftermarket tra complessità e mancanza di tecnici: la ricetta Groupauto per il 2026

Il MeetUp Groupauto 2025, andato in scena il 20 novembre, ha messo sul tavolo una verità ormai evidente: l’aftermarket sta vivendo la fase di trasformazione più profonda degli ultimi decenni. E se la normalizzazione post-pandemica ha permesso di tirare il fiato, ora la sfida è capire come restare competitivi in un settore che cambia più velocemente della capacità delle reti di adattarsi.
Un 2025 di ripartenza: “La filiera ha resistito”
Ad aprire l’evento è stato Riccardo Califano, Presidente di Groupauto Italia, che ha scelto di partire da un elemento spesso trascurato: la gratitudine.
Secondo Califano, il 2025 è stato il primo anno davvero stabile dopo una lunga corsa a ostacoli:
“Abbiamo reagito, investito, superato forzature di mercato. Ora serve un nuovo equilibrio tra produzione e distribuzione.”
Un messaggio condiviso dall’AD Enrico Succo, che ha ribadito come il ritrovo annuale sia soprattutto un momento per riallineare la visione tra soci, fornitori e officine.
Mercati globali: crescita, ma tra mille incognite
La fotografia internazionale arriva da Günter Weber, CEO e Presidente di Groupauto International. Il network oggi abbraccia 31 Paesi, gestisce 35.000 vetture e 2.500 veicoli commerciali, con il supporto di 1.793 distributori. Una macchina enorme, che si prepara a un 2026 ricco di novità.
Weber parla chiaro:
“La trasformazione non è una minaccia, è un invito a cambiare passo.”
Il settore aftermarket resta solido, come dimostrano alcuni indicatori:
- 10,3 milioni di auto vendute in Europa nel 2023
- 3,2 milioni di addetti
- +3,1% di crescita aftermarket nel 2024, nonostante il calo delle immatricolazioni
La ragione è semplice: il parco auto europeo sta invecchiando, e in Italia raggiunge i 13 anni di età media. Ma insieme alle opportunità emergono i rischi. I consumatori diventano più sensibili al prezzo, il mercato si riempie di nuovi brand – soprattutto cinesi – e la tecnologia porta con sé una complessità inedita.
Il nuovo paradigma: l’auto definita dal software
Tra elettrificazione, ADAS, cyber risk e upgrade OTA, l’auto del futuro ha un linguaggio nuovo, e chi non lo sa parlare rischia di restare fuori dal gioco.
Per l’aftermarket questo significa:
- diagnosi più profonde
- responsabilità più elevate
- investimenti continui in formazione
- un carico tecnico superiore a qualsiasi fase precedente
Gli ADAS, in particolare, vengono definiti dagli operatori come “il vero incubo dell’after sales”, tra calibrazioni, aggiornamenti e responsabilità crescenti.
La vera emergenza non è la tecnologia: è la mancanza di persone
Oggi la questione più critica è il talent shortage. L’immagine dell’officina come luogo “sporco e faticoso” continua a scoraggiare i giovani, che spesso preferiscono lavori percepiti come più semplici, come la logistica degli e-commerce.
Il risultato?
Un settore che evolve più velocemente della capacità di formare tecnici all’altezza.
Groupauto risponde con tre leve strategiche:
• Digitalizzazione
Strumenti e processi orientati ai dati per avere officine più efficienti e distributori più reattivi.
• Formazione continua
Con GTech, la divisione dedicata alla crescita tecnica e alla raccolta dati dal campo, vengono individuati i reali gap di competenze e costruiti percorsi su misura.
• Collaborazione di filiera
Una rete che lavora come un ecosistema, non come entità separate.
Prospettive: guidare il cambiamento, non inseguirlo
Il messaggio finale del MeetUp è chiaro: l’aftermarket non può limitarsi ad adattarsi. Deve guidare la trasformazione.
Il 2026 sarà un anno decisivo, tra nuovi standard tecnologici, strategie basate sui dati e un mercato sempre più competitivo.
Groupauto si prepara ad affrontarlo costruendo la risorsa più importante di tutte: le competenze. https://www.groupauto.it/


