Crisi mercato auto, previsioni 2025: Spiragli per una cauta ripresa

5 Dicembre 2024 by Redazione

La crisi che affligge il mercato automobilistico europeo sembra non avere fine, eppure, anche in un contesto così difficile, ci sono segnali di una potenziale ripresa per il 2025. Come un vecchio ritornello, la responsabilità di questa situazione è spesso attribuita all’aggressività commerciale della Cina, il più grande mercato automobilistico del mondo. Il colosso asiatico sta erodendo progressivamente le quote di mercato delle aziende europee, influenzando anche i fornitori di componentistica. Nomi noti come Valeo, Forvia, Schaeffler e Continental hanno visto in Cina una riduzione dei ricavi compresa tra il 6% e il 13,5%, un calo addirittura superiore rispetto alla diminuzione del 2,6% della produzione locale di automobili. Tuttavia, le previsioni per il 2025 non sono completamente negative e, sebbene siano necessari cauti approcci, ci sono spiragli di ripresa che potrebbero offrire una certa speranza al settore.

Piano italo-ceco: un’opportunità, ma senza il consenso di Germania e Spagna

Un’importante iniziativa in discussione è il piano italo-ceco, presentato dal Ministro Urso a Bruxelles. Questo piano mira a rivedere le politiche per il settore automotive, ma non sembra godere del pieno sostegno di Germania e Spagna, paesi strategici per riuscire a portare avanti la proposta. Con il piano, l’Italia intende convincere la Commissione Europea ad anticipare la revisione del regolamento sull’elettrificazione dei veicoli. Il ruolo di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, sarà fondamentale per tessere il dialogo con le diverse parti coinvolte. La Von der Leyen ha dichiarato: «Condurrò io le consultazioni in maniera diretta. È un settore fondamentale per l’Europa», sottolineando l’importanza di riunire tutte le parti per ascoltarsi a vicenda.

Tra le proposte più rilevanti, spicca quella di ripensare l’approccio per arrivare al 2035, quando in Europa dovranno essere venduti solo veicoli elettrici e non più a motore termico. Inoltre, si parla della creazione di un fondo europeo per sostenere il settore automobilistico, che, secondo l’associazione Acea (costruttori europei), dà lavoro a circa 13 milioni di persone, pari al 7% della forza lavoro europea. Il Ministro Urso ha accolto con favore le parole della Von der Leyen, sottolineando che il tema sarà prioritario nei primi 100 giorni della nuova Commissione.

Regioni europee dell’automotive si alleano sotto la guida italiana

Nel frattempo, l’Italia sta prendendo una posizione di rilievo nel panorama europeo. La Lombardia ha assunto la presidenza dell’Automotive Regions Alliance (ARA), un’alleanza che riunisce 36 regioni europee con l’obiettivo di supportare la transizione dell’industria automobilistica verso tecnologie più sostenibili, senza compromettere l’occupazione e la competitività. A partire dal 1 gennaio 2025, il presidente dell’Ara sarà Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia.

L’ARA rappresenta un blocco economico considerevole: queste regioni generano un Pil combinato di 5.000 miliardi di euro, pari al 34% del Pil europeo, e comprendono circa 134 milioni di cittadini, ovvero il 31% della popolazione dell’Unione Europea. Numeri imponenti, che conferiscono un grande potere politico ed economico a questa alleanza, la quale si sta facendo scudo contro le decisioni di Bruxelles. Secondo la visione della Lombardia, sarebbe un errore imporre a tutti i cittadini una tipologia di automobile, sottolineando che l’importante è fissare obiettivi ambientali e permettere ai singoli territori di scegliere le soluzioni tecnologiche più adatte, siano esse elettriche, a idrogeno o con combustibili alternativi.

Conclusioni: un futuro incerto, ma con margini di speranza

Il mercato automobilistico europeo sta affrontando una fase di profonda trasformazione. Le difficoltà legate alla concorrenza asiatica, unita a un contesto normativo in rapida evoluzione, pongono sfide importanti per le aziende europee. Tuttavia, le previsioni per il 2025 offrono segni di ripresa cauta, grazie anche a progetti come il piano italo-ceco e l’alleanza tra le regioni europee. La chiave per il futuro del settore risiede in un approccio equilibrato che permetta all’industria di innovare e adattarsi senza compromettere posti di lavoro e competitività. Se il dialogo con le istituzioni europee riuscirà a evolversi in maniera costruttiva, l’industria automobilistica potrebbe superare la crisi attuale, puntando su una transizione tecnologica che includa una varietà di soluzioni sostenibili.

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